Tutti i segreti del Make Up di Dita Von Teese, Dirty Martini e Beatrix Von Burbon

Scritto da
Valuta questo articolo
(0 Voti)


Il trucco nel
Burlesque

 

dita von teese

Sebbene il Burlesque sia tornato in auge solamente a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, questo tipo di spettacolo tra l’audace e il comico vede i natali già a partire dall’Ottocento quando, prima in Inghilterra e poi in America si affermarono le prime performers che parodiavano gli usi e i costumi della società aristocratica dell’epoca enfatizzandone i tratti distintivi al fine di divertire le folle meno abbienti. In un epoca in cui l’ideale femminile era quello di una donna-angelo, eterea, candida e pura, la cui unica preoccupazione cosmetica era quella di avere una pelle candida, bianca, quasi di cera , il make up costituiva l’elemento distintivo di prostitute e attrici e fu così fino all’avvento del cinema muto degli anni Venti e Trenta in cui le dive sdoganarono il trucco e lo resero alla portata di tutte le donne, di ogni estrazione sociale. Negli stessi anni si ha l’esplosione del Burlesque tanto che diverse attrici dell’epoca, come la celebre Mae West iniziarono a dividersi tra palcoscenico e il grande schermo mantenendo completamente i canoni estetici del terzo decennio del ‘900: Capelli corti, incarnato di porcellana (aspirazione ricorrente nell’arco della storia del make up), sopracciglia sottili e arcuate per rendere più ampio lo spazio tra arcata sopraccigliare e palpebra mobile, in modo da conferire all’occhio maggiore profondità, ma al contempo tendenti verso il basso per dare allo sguardo una nota languida e triste. Sulla palpebra si applicava in genere una riga di eyeliner che andava sfumata con l’ombretto di diverse nuances che spaziavano dal blu, al viola, dal verde al grigio-marrone e al rosa orchidea: colori decisi ma comunque sfumati soprattutto nella piega dell’occhio che veniva tendenzialmente corretto e reso cadente per enfatizzare l’effetto già creato con le sopracciglia che veniva comunque bilanciato dall’uso di ciglia finte naturali che rendevano lo sguardo pù intenso e marcato. Le guance erano rosate per far esaltare l’avorio della pelle in tutte le sue sfumature che venivano accentuate da ciprie colorate con pigmenti tendenti al viola chiaro o al verde. E infine le labbra: labbra a cuore o “a uccello”. Le labbra avevano un’importanza fondamentale nello spettacolo teatrale-cinematografico e nel Burlesque la conservano ancora oggi: insieme agli occhi hanno il compito di ammiccare, sorridere e attirare l’attezione del pubblico. Negli anni Trenta le labbra venivano rimpicciolite rispetto al loro contorno naturale ed erano ridisegnate con il labbro superiore allungato, arrotondato e a forma di cuore. Le tonalità più diffuse di rossetto fino alla metà degli anni Trenta sono stati Rosa, Lampone, Rosso e Arancio ma alla fine del decennio ha prevalso il Rosso che ritroveremo poi, prepotente, negli anni Quaranta e Cinquanta. Questo tipo di bellezza un po’ algida e distaccata lascerà ben presto il posto ad una bellezza più sensuale che vedrà la nascita dell’ideale di bellezza per eccellenza. Lo stile Pin up.

 

Betty Page, Marylin Monroe e la sua sosia Dixie Evans, star del Burlesque anni ’40 e ’50, contribuirono a creare quell’immagine di femme fatale che ha reso celebre Dita Von Teese ai giorni nostri.

 

dirty martini

La prima cosa che salta all’occhio di una pin up è la pelle assolutamente candida, certamente esente dagli effetti indesiderati delle esposizioni solari, che può essere ottenuta oggi grazie a creme idratanti schiarenti e a primer che rendono la pelle priva di imperfezioni e discromie e ne alterano leggermente il colore rendendo il sotto tono neutro, o addirittura bianco. La pelle di porcellana si ottiene usando un fondotinta più chiaro rispetto al colore della pelle anche di due toni e che abbia sempre un sottotono freddo o neutro.

 

Il tutto va fissato con la cipria, un vero must per le dive e le donne di quell’epoca. Nel trucco anni Cinquanta, le sopracciglia sottili degli anni Trenta e Quaranta, lasciano il posto alle sopracciglia ad ala di gabbiano, più folte e definite rispetto al passato che incorninciano l’occhio creando un’illusione ottica di apertura e allungamento dello sguardo, piuttosto che scendere e rendere lo sguardo mesto e languido. Se le sopracciglia non sono naturalmente folte e definite vanno delineate con matite, ombretti e cere che le renderanno non solo più scolpite ma anche più scure e più evidenti. Gli occhi sembrano truccati solo con una riga spessa di eyeliner che volutamente tende verso l’alto, con una punta a virgola sempre per allungare l’occhio, ma in realtà l’occhio è proiettato verso l’alto anche grazie alla sfumatura di due ombretti: uno chiaro da stendere dalla palpebra mobile all’arcata sopraccigliare in modo uniforme, e uno leggermente più scuro che va applicato nell’incavo della palpebra e sfumato verso l’esterno lasciando però una parte di chiaro tra la sfumatura scura e la riga di eyeliner. In questo modo il contrasto tra la riga netta e il resto dell’occhio sarà ancora più accentuato. Per aprire ulteriormente lo sguardo, spesso si usa una matita bianca o color carne da mettere nella rima interna dell’occhio mentre nella rima inferiore viene sfumato in quantità minime l’ombretto che nella palpebra mobile funge da contrasto. In definitiva gli occhi devono risultare truccati solo nella parte superiore, e per conferire ancora maggiore intensità allo sguardo si usano le ciglia finte intere per allungare e infoltire le ciglia naturali che, in ogni caso, vengono truccate con abbondante mascara nero. Per le guance si usano le tonalità del pesca, corallo, arancio, albicocca e il blush va sfumato al di sotto dello zigomo per farlo risaltare e nel contempo contribuire a sfinare l’ovale del viso. Il tutto in maniera molto delicata per lasciare al centro dell’attenzione la parte fondamentale del trucco pin up: le labbra. La bocca, in questo genere di trucco, deve essere decisamente ed esclusivamente tinta di rosso, e il rossetto rosso necessita sempre di accorgimenti particolari per essere steso. Innanzitutto dopo aver coperto le labbra con il fondotinta o con il correttore ed averle incipriate bisogna ridisegnarne il contorno in modo da renderle armoniche e proporzionate e se necessario rimpicciolirle per non creare un look volgare e poco elegante. Dopo averne delineato i bordi si passa al riempimento prima con la matita con la quale si è tracciato il contorno, e successivamente con il rossetto vero e proprio che verrà applicato con un pennellino per assicurarsi una stesura perfetta e priva di sbavature. Per le artiste burlesque che seguono la tendenza e lo stile pin up questo è un look che non conosce tempo e che viene utilizzato indifferentemente sia sul palco che fuori, di giorno e di sera, d’estate e d’inverno. Se osserviamo le numerose foto scattate a Dita Von Teese durante i suoi spettacoli, a premières cinematografiche, a conferenze stampa ecc.. noteremo che è truccata sempre nella stessa maniera, con la stessa tonalità di rosso sulle labbra, la stessa pelle impeccabilmente bianca, la riga di eyeliner e le ciglia lunghissime. Gli anni Cinquanta restano il vero punto focale dell’ispirazione del make up Burlesque, anche perché dopo quell’epoca la sdoganazione del sesso che ci fu negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta contribuì a far decadare l’istituzione del Burlesque a favore degli Streaptease in cui abiti di scena, trucco e parrucco perdono certamente d’importanza visiva rispetto alla mercificazione del corpo femminile che fa nascere l’ideale di donna oggetto. L’attenzione del pubblico si concentra sui corpi e non più sull’espressività della performer.

 

A partire dagli anni Novanta, quando, proprio grazie a Dita Von Teese, inizia la riscoperta del Burlesque, ciascuna artista decide di scegliere il proprio stile in base alle caratteristiche personali, fisiche e caratteriali e lo rende riconoscibile al pubblico grazie a costumi di scena e look molto differenti tra loro. Lo stile Pin up si mischia con una serie di altri stili che subiscono la contaminazione delle subculture contemporanee e non: il punk, con il suo tipico impiego dei colori fluo abbinati al nero; il rockabilly dal mood anni Cinquanta ma con l’impiego di tatuaggi oldscool, il gothic e persino qualche contaminazione dal mondo delle drag queen entrano a far parte dello spettacolo Burlesque. E’ il caso dell’artista Dirty Martini, la performer curvy che proprio per l’esagerazione del suo fisico enfatizza anche il proprio look con un make up carico e delle parrucche esagerate, preferendo alla tipica riga di eyeliner l’uso smodato di glitter, colori accessi, ciglia finte con piume e strass. Le sopracciglia sono quai completamente depilate e ridisegnate ben oltre la loro posizione naturale, ogni volta in maniera diversa, a seconda del trucco. Gli ombretti dai colori sempre sgargianti, più o meno shimmer, glitterati, metallizzati, vengono applicati in modo piuttosto netto e poco sfumato, esagerando il gusto moderno del make up portando la parte scura dell’esterno dell’occhio dalla palpebra mobile all’attaccatura delle sopracciaglia per rendere gli occhi innaturalmente marcati e carichi. Le labbra, nel trucco di Dirty Martini raramente sono colorate di rosso, rimangono fedeli allo stile drag, e vengono colorate con bordi pesanti, evidenti e spesso molto più scuri dei rossetti che possono anche assumere colorazioni improbabili come il blu, il viola, fuxya abbinati al colore dell’ombretto.

 

 

beatrix von bourbon

 

 

Nel Gothic Burlesque, rappresentato da artiste come Beatrix Von Bourbon e Mollie Black, ritroviamo l’importanza della base chiara, forse anche di più rispetto allo stile tradizionale. Ma in questo caso anziché richiamare la pelle di porcellana delle dive del cinema, richiama più l’associazione della cultura gotica e a tratti vampiresca, del pallore come emblema della vita notturna, passata nell’oscurità lontana dai raggi del sole. Le sopracciglia sono molto sottili per rendere lo sguardo più freddo, meno espressivo nonostante sia il punto di forza del make up gotico. Gli occhi sono volutamente appesantiti rispetto alla sofisticata sfumatura di ombretti e riga di eyeliner. Troviamo occhi marcati di nero puro o in combinazione con sfumature di viola, verde, blu, rosso che danno al trucco un’aria vissuta e stropicciata che viene invece reso accurato dall’evoluzione della riga di eyeliner che si allunga ben oltre la rima naturale delle ciglia superiori, fino alla tempia, dove spesso prende la forma di punte doppie allungate, ghirigori, spirali, puntini e a volte a veri e propri disegni come ragnatele, piume di pavone, insetti ecc.. ecc.. . Se la palpebra superiore risulta marcata, quella inferiore non è da meno: ritroviamo tratti di matita e ombretto nero, punte fatte con l’eyeliner che si allungano sia all’interno dell’occhio che verso l’esterno. Frequenti le colature realizzate sia sfumando l’ombretto che l’eyeliner in gel in righe verticali, irregolari, che fanno pensare al trucco sciolto dalle lacrime che sono rappresentate attraverso puntini che, volendo, possono essere messi in evidenza dall’applicazione di strass che richiamino i colori del trucco. Un trucco così importante non può che essere valorizzato da ciglia finte che possono essere applicate anche alla rima inferiore, dando l’idea di un’effetto finto, e irreale. Le ciglia diventano qui esageratamente lunghe e folte, mantenendo quasi esclusivamente il colore nero che può essere arricchito da piccoli dettagli come piccole piume e strass. Il blush è sempre un’ombra appena accennata al di sotto degli zigomi, raramente diventa preponderante nel look burlesque, e nel look “gothesque” può risultare appena più scuro dell’incarnato assumendo più la funzione di contouring che di blush. Le labbra, sempre impeccabilmente dai contorni perfetti, continuano ad essere colorate di rosso con tonalità più scure che si avvicinano al borgogna, al vinaccia, al bordeaux e non sono disdegnati i colori tendenti al viola come il prugna e il melanzana. A completare il look delle performes gothesque, troviamo la presenza di numerosi tatuaggi in stile old school che ricoprono collo, braccia, decolléte e che contribuiscono a trasformare l’ideale etereo e perfetto dello stile pin up in uno stile più aggressivo e duro.

Additional Info

  • Giorno articolo blog: 13
  • Mese articolo blog: Marzo
  • Anno articolo blog: 2017
Letto 373 volte

Regalaci un commento

Condividi